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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

La Pet Therapy nel recupero pedagogico

  La Pet Therapy nel recupero pedagogico: dall'intuizione alla pratica strutturata Quando si parla di interventi assistiti con gli animali in ambito educativo, il rischio più diffuso è quello di ridurre tutto a un'immagine rassicurante: il cane che si lascia accarezzare, il bambino che sorride, l'operatore soddisfatto. È un'immagine vera, ma incompleta, e per chi lavora nel sociale è anche fuorviante. La Pet Therapy — termine ormai impreciso che la letteratura specialistica tende a sostituire con la dizione più rigorosa di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) — non è una pratica consolatoria. È un dispositivo relazionale che, se progettato e condotto con competenza, agisce su dimensioni dello sviluppo che le metodologie pedagogiche tradizionali raggiungono con maggiore difficoltà, soprattutto nei bambini che presentano difficoltà cognitive, relazionali o emotive. Una distinzione preliminare che cambia tutto Prima di entrare nel merito del recupero pedagogico, conv...

Vivere il proprio tempo in una RSA - Cosa cambia con la riforma?

Cosa cambia con la riforma, e cosa nessuna riforma può cambiare da sola C'è un momento, in molte famiglie, in cui si pronuncia per la prima volta una frase che fino a poco prima sembrava impensabile: «forse è arrivato il momento della residenza». Si dice a voce bassa, quasi con vergogna, come se contenesse già un'accusa. Eppure dietro quella frase non c'è quasi mai abbandono. C'è una figlia che lavora, una scala diventata una montagna, una notte insonne di troppo, un corpo che chiede più cura di quanta due mani sole possano dare. La residenza per anziani nasce qui, nel punto esatto in cui l'amore non basta più da solo e ha bisogno di una struttura intorno. Vale la pena allora guardarle per quello che sono, senza la nebbia della cattiva coscienza, anche perché in questo momento le residenze per anziani stanno attraversando il cambiamento più profondo degli ultimi venticinque anni. Con il decreto legislativo 29 del 2024, primo provvedimento attuativo della riforma sul...

Quei sorrisi che non esistono

Quei manifesti con i vecchietti che sorridono Li avrai visti anche tu. I manifesti, le brochure dei corsi, le pubblicità delle strutture per anziani: operatori giovani e raggianti, e accanto a loro nonnini puliti, pettinati, sorridenti. Tutto luce. Tutto sereno. Sono belli. E sono falsi. Non lo dico per cinismo. Lo dico perché quell'immagine fa un danno concreto, e lo fa a due persone insieme. Danneggia chi sta per entrare in questo lavoro, perché lo prepara a una realtà che non esiste — e alla prima settimana vera, davanti a un corpo che non collabora, a una persona che non sorride, a una mansione intima e faticosa, quella persona si sente inadeguata, sbagliata, come se il problema fosse lei. Non è lei. È il manifesto che ha mentito. Ma il danno peggiore lo fa a chi viene assistito. Perché mostrando solo anziani "presentabili e contenti", quel manifesto suggerisce, senza dirlo, che gli altri — quelli veri, quelli che non sorridono, quelli non presentabili — siano un'...